Biobanca: restare fertili anche con tumore o mielolesione

È aperta ufficialmente da un anno e, di recente, ha presentato i primi dati dell’attività svolta, la Biobanca istituita per la preservazione della fertilità all’interno del Servizio di Procreazione Medicalmente Assistita dell’UOC di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Cannizzaro di Catania, diretta dal prof. Paolo Scollo.

Biobanca fertilità

Biobanca fertilità

Si tratta della prima biobanca pubblica del Sud Italia, che permette a pazienti oncologici in età riproduttiva, pazienti in età riproduttiva a rischio di esaurimento gonadico, pazienti con lesioni midollari, di crioconservare ovociti, spermatozoi e tessuto ovarico; cellule che possono quindi essere utilizzate, attraverso tecniche di fecondazione assistita, in un momento successivo. La biobanca, in sostanza, consente di mantenere la fertilità di uomini e donne che rischiano di perdere la capacità riproduttiva per varie cause, in primis tumori e loro trattamento (i più frequenti nelle donne sono il carcinoma mammario, il carcinoma della cervice uterina ed il melanoma; per gli uomini, i tumori del testicolo, della tiroide, colon-retto, il melanoma e il linfoma non Hodgkin).

Se la diagnosi sempre più precoce e le terapie innovative hanno notevolmente migliorato il tasso di sopravvivenza dei giovani pazienti oncologici, le tecniche di crioconservazione rappresentano la speranza per un futuro fertile.

Laboratorio PMA

Laboratorio PMA

Per la preservazione della fertilità femminile, la Biobanca consente la crioconservazione di ovociti, indicata in pazienti che possono rinviare il trattamento antitumorale di 2-3 settimane con una riserva ovarica adeguata: quando la paziente vorrà utilizzare i propri gameti, si procederà con lo scongelamento degli stessi e con la fecondazione in vitro. Tecnica ancora sperimentale è quella della crioconservazione del tessuto ovarico, che consiste nel prelievo di frammenti di corticale ovarica per via laparoscopica da destinare alla crioconservazione evitando in tal modo la stimolazione ormonale; può essere effettuata, pertanto, in qualsiasi momento del ciclo mestruale consentendo di iniziare tempestivamente il trattamento antitumorale. Tale metodica, indicata in donne di età inferiore a 38 anni con riserva ovarica adeguata, permette di preservare sia la funzione steroidogenetica che la funzione riproduttiva.

Per quanto riguarda gli uomini, dopo chemio/radioterapia quasi 1/3 dei pazienti che ha avuto una neoplasia in età adolescenziale va incontro ad azoospermia (completa assenza di spermatozoi) e 1/5 ad oligozoospermia (ovvero ridotta concentrazione di spermatozoi): la crioconservazione del seme e del tessuto testicolare permette di conservare i gameti maschili per un tempo indefinito (a – 196 °C in azoto liquido) preservando inalterata la fertilità per un loro uso futuro. Altre indicazioni alla conservazione dei gameti maschili sono un intervento chirurgico che può interferire con la fertilità, aneiaculazione neurogena (pazienti mielolesi) o psicogena, sindromi genetiche a grave rischio riproduttivo in età adulta, etc.

La Biobanca dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro si trova al piano -1 dell’edificio E2. Il servizio è h24 e con personale dedicato. Per informazioni e prenotazioni: telefono 095 7262256, fax 095 7262255, email pma@ospedale-cannizzaro.it. Per facilitare l’accesso dei pazienti al servizio, sono in fase di organizzazione incontri informativi con oncologi ed ematologi.