Box di ripristino accelera i tempi in PS

A un anno dalla nota assessoriale che ne dispone la costituzione, il “box di ripristino” del Pronto Soccorso dell’Ospedale Cannizzaro si pone quale modello di riferimento a livello regionale, grazie alla significativa riduzione dei tempi delle operazioni garantita alle ambulanze del servizio 118.

Il dott. Antonio Di Mauro, responsabile PS e OBI, con il collaboratore Giuseppe Agosta (al centro) e i coordinatori Ivan Valenti e Luigi Musumeci (sx e dx)

Il box di ripristino contiene presìdi medico-chirurgici (quali fermacapo, collari, stecco-bende, stabilizzatori etc.) che possono essere scambiati con quelli eventualmente in uso al paziente, in modo da velocizzare lo “sbarellamento”. La persona soccorsa, traumatizzata e/o contusa, infatti, al fine di evitare eventuali traumi secondari può essere trattenuta sulla barella sulla quale è stata soccorsa dai sanitari del 118, mantenendo i necessari presìdi di immobilizzazione fino all’esecuzione degli esami diagnostici. Per evitare l’attesa della squadra di soccorritori e dunque dell’ambulanza, gli operatori sostituiscono i presìdi utilizzati nell’intervento con quelli disponibili nel box di ripristino, a loro volta poi reintegrati dai presìdì utilizzati sul paziente una volta sbarellato.

La Direzione Sanitaria aziendale ha recepito tempestivamente la nota assessoriale in materia del 29 dicembre 2017, con il duplice obiettivo di liberare in tempi brevi il mezzo di soccorso ed evitare più mobilizzazioni del paziente traumatizzato. La relativa procedura di controllo e gestione del materiale è stata messa a punto dal dirigente medico responsabile del Pronto Soccorso e dai coordinatori infermieristici, con la supervisione della stessa Direzione Aziendale.

«La procedura adottata nell’area critica di emergenza-urgenza e il costante coordinamento del sistema – spiega il dott. Salvatore Giuffrida, commissario straordinario dell’Azienda Cannizzaro – consentono di osservare pienamente le indicazioni fornite dall’assessore Ruggero Razza con apposita comunicazione relativa all’istituzione del “box di ripristino”. La buona pratica in uso al Cannizzaro è quindi motivo di un migliore funzionamento del servizio a beneficio del paziente e anche elemento di orgoglio, considerato che altre strutture hanno chiesto di potere attingere alla nostra esperienza».

Lo “scambio” è continuamente monitorato dal personale attraverso la redazione di un’apposita check list, volta ad evitare lo smarrimento del materiale e garantire la continua alimentazione dell’armadio. L’interscambiabilità è assicurata dalla corrispondenza delle caratteristiche tra i presìdi dell’Azienda e quelli in uso al servizio 118.

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