Cancro al polmone, diagnosi più certe con Ebus “perfezionato”

Nel 2013, aveva introdotto l’agoaspirato transbronchiale eco-guidato (Ebus-Tbna, ovvero entrobronchial ultrasound-guided transbronchial needle aspiration), avanzata procedura mininvasiva per la diagnosi del cancro al polmone, ma anche di altre patologie, eseguita in pochissimi centri in Italia. Ora, l’Unità Operativa di Tecniche endoscopiche e Videochirurgia toracica dell’ospedale Cannizzaro, diretta dal dott. Francesco Calanducci, aggiorna quella metodica con l’impiego di nuovi aghi che consentono di eseguire non più soltanto prelievi citologici (cioè cellule) ma anche istologici (ovvero campioni di tessuto). In questo modo, in corso di EBUS-TBNA si potranno eseguire prelievi paragonabili alle biopsie standard, che daranno maggiore certezza (rispetto a prima) nella diagnosi di patologie polmonari maligne senza necessità di intervento chirurgico come mediastinoscopia, VATS, etc.

L’U.O. diretta da Calanducci è stata scelta dalla multinazionale Olympus, assieme ad altri pochi centri in Italia, per avviare l’uso del nuovo dispositivo nelle sale operatorie, anche in virtù della lunga esperienza nella diagnostica endoscopica polmonare e della consolidata competenza.

Ebus-Tbna

Il dott Calanduci e l’équipe di chirurgia toracica durante Ebus in sala operatoria

«La possibilità di eseguire il prelievo istologico – spiega il dott. Calanducci – permette di superare i limiti delle informazioni acquisite attraverso il solo esame citologico, finora ottenuto in corso di EBUS-TBNA, con maggiore accuratezza diagnostica non soltanto per le patologie maligne ma soprattutto per le patologie benigne, quali sarcoidosi, granulomatosi, etc, come pure in presenza di prelievi citologici particolarmente ematici. In questi casi, si eviterà di passare a procedure invasive per il paziente per ottenere tutte le informazioni necessarie ormai richieste dagli oncologi. Il prelievo bioptico risponde infatti anche alle necessità delle più moderne terapie oncologiche multimodali, che richiedono di avere a disposizione una quantità di materiale adeguato alle sempre più complesse ricerche cito-istologiche e molecolari».

I nuovi aghi non apportano alcuna modifica alla tecnica già praticata e consolidata (impiego di una sonda ecografica integrata nello strumento broncoscopico, che consente di ottenere l’immagine della lesione, di procedere direttamente al prelievo ed in tempo reale ottenere informazione di adeguatezza anatomo-patologica), ma consentono di ottenere un campionamento paragonabile alle biopsie standard. Nell’esecuzione della procedura, Calanducci è affiancato dalla dott.ssa Rosaria Pavia (con l’infermiera Mariella Brancato) e supportato dall’équipe dell’U.O.C. di Chirurgia Toracica diretta dal prof. Maurizio Nicolosi e composta dai medici dott. Petino, Strano, Tornambene, Galatà, Lombardo e Messina e dal coordinatore infermieristico dott. Cannavò. L’Ebus-Tbna si avvale della collaborazione degli anestesisti dell’U.O. di Anestesia e Rianimazione con TIPO diretta dalla dott.ssa Maria Concetta Monea, mentre l’adeguatezza diagnostica dei prelievi (Rapid On Site Evaluation, ROSE) viene effettuata dall’équipe dell’Unità Operativa di Anatomia Patologica diretta dal dott. Filippo Fraggetta.

   

Lascia un commento