Nella “Stroke Unit” della Neurologia la terapia che salva dall’ictus

In caso di ictus, un intervento tempestivo e una terapia appropriata possono evitare l’invalidità dovuta ai danni cerebrali. Ed è proprio questo l’obiettivo della “stroke unit”, che a Catania è attiva presso l’Unità operativa complessa di Neurologia dell’Azienda ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro (le altre due in Sicilia sono a Palermo e Messina).

L’ictus è la prima causa di invalidità e la terza causa di mortalità in Italia, dopo solo le malattie cardiovascolari e il cancro. L’85% dei circa 185mila casi di ictus registrati ogni anno a livello nazionale è di natura ischemica, cioè dovuta all’interruzione del flusso sanguigno verso in cervello a causa di un trombo che ostruisce un vaso o un embolo che chiude l’arteria (il restante 15% è di tipo emorragico).

Paziente in trattamento nella Stroke Unit
Paziente in trattamento nella Stroke Unit attiva nel reparto di Neurologia dell’ospedale Cannizzaro

Un soggetto colpito da ictus ischemico ha tre ore di tempo e una sola terapia a disposizione per contenere i danni cerebrali: la trombolisi, trattamento basato su una molecola capace di sciogliere i trombi, il cui utilizzo è approvato in Italia in condizioni rigidamente definite e all’interno di strutture specializzate. Si tratta, appunto, delle stroke unit, unità di 4-16 posti letto, dotate di accesso agli strumenti diagnostici e collegate con il servizio di emergenza-urgenza, in cui i pazienti con ictus sono seguiti da un team multidisciplinare. Caratteristiche che la Neurologia del Cannizzaro possiede, trovandosi peraltro in un’azienda ospedaliera di riferimento regionale per l’emergenza provvista di pronto soccorso con eliporto e dotata di alte specialità mediche e chirurgiche. «La terapia trombolitica ha effetto se praticata entro tre ore dall’evento. Per un appropriato intervento in caso di ictus – spiega il dott. Erminio Costanzo, direttore dell’Uoc di Neurologia dell’Azienda Cannizzaro – è quindi fondamentale intanto riconoscere tempestivamente i sintomi e attivare il servizio di emergenza-urgenza per un ricovero immediato in stroke unit. Qui, il team specializzato, eseguiti gli opportuni accertamenti diagnostici, potrà somministrare il trombolitico per minimizzare l’estensione del danno cerebrale, favorire un recupero funzionale ottimale e prevenire un ulteriore danno cerebrale secondario dall’evento iniziale o al suo ripetersi. Certamente non tutti gli ictus ischemici possono essere trattati con la trombolisi, ma solo quelli che rientrano in determinati parametri: vi è un limite di età, i pazienti non devono presentare alcune patologie sistemiche né avere avuto un ictus nei mesi precedenti. Da tenere presente – aggiunge Costanzo – che la stroke unit ha una sua incisiva valenza anche nella cura e nell’assistenza degli incidenti cerebrali acuti che non possono essere trattati con la trombolisi, e segue in modo più appropriato gli ictus emorragici che necessitano di un diverso intervento terapeutico».

La stroke unit del Cannizzaro (al 6° piano del primo monoblocco, edificio F3) dispone di accesso a Tac e Risonanza magnetica di ultima generazione; dispositivi per il monitoraggio nelle 24 ore dei parametri vitali; servizio di sonologia con ecocolordoppler; possibilità di consulenza di neurologo e di neuroradiologo in turno 24 ore su 24; team infermieristico in grado di effettuare il monitoraggio delle condizioni neurologiche e dei parametri vitali; fisiokinesiterapista per la precoce mobilizzazione del paziente; laboratorio analisi disponibile 24 ore su 24; rapida accessibilità al reparto di neurochirurgia. «La letteratura dimostra che con l’intervento in stroke unit si riesce a ridurre del 18% la mortalità e a prevenire un decesso ogni 32 casi trattati; inoltre, un paziente in più ogni 16 trattati ritorna a vivere a casa e in un caso ogni 18 si recupera l’indipendenza», sottolinea il dott. Costanzo. Naturalmente, per arrivare al ricovero in stroke unit è fondamentale l’attivazione del percorso dedicato, che parte dalla fase pre-ospedaliera del soccorso e passa per il 118 e il triage in PS. È fondamentale, in sostanza, il corretto funzionamento di quella “rete”, obiettivo del processo di crescita e miglioramento della sanità siciliana.

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