Aperta l’Unità Spinale, primato siciliano nel Mezzogiorno

È da oggi in funzione la prima Unità Spinale del Sud Italia: è quella dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania, inaugurata ufficialmente stamattina alla presenza delle massime autorità della provincia e della regione, di numerose associazioni di paraplegici e delle realtà educative e assistenziali coinvolte nelle attività della nuova struttura. Al “battesimo” erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, l’assessore regionale della Salute Massimo Russo, il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, il prefetto di Catania Francesca Cannizzo. Rappresentate, inoltre, le associazioni Voglia di vivere, Life, Come ginestre, Asms.

Il taglio del nastro dell'Unità Spinale
Il taglio del nastro dell'Unità Spinale

Ma il taglio del nastro è toccato al piccolo Thomas, bambino affetto da lesione midollare, uno dei tanti pazienti che finalmente potranno cessare i viaggi obbligati nelle strutture specializzate del Centro-Nord. Trasferte impegnative e dispendiose non solo per i malati, ma anche per le rispettive famiglie. Dopo il taglio del nastro, la benedizione da parte dell’arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina: «Questa struttura – ha detto Sua Eccellenza – vuole testimoniare l’impegno delle istituzioni verso quei fratelli e quelle sorelle che hanno più bisogno di assistenza. È un centro che coniuga l’offerta di terapie appropriate all’esercizio della solidarietà ed è importante che anche in questa fase di tagli e risparmi le istituzioni si distinguano per l’attenzione alle situazioni di più rilevante disagio».

Accompagnati dal Direttore generale del Cannizzaro dott. Francesco Poli e dal direttore sanitario dott. Antonio Lazzara, le autorità hanno quindi potuto toccare con mano i locali, le dotazioni e le tecnologie dell’USU del Cannizzaro: dalla palestra per la terapia occupazionale (con il voltapagina elettronico, la cucina altamente accessibile, l’ausilio per l’allenamento della destrezza manuale) alle palestre per la rieducazione motoria e la sport-terapia (con i lettini per il passaggio da e in carrozzina, tavolo da ping-pong, canestri per il basket, handbike); dalle stanze di degenza con monitoraggio computerizzato (in cui il paziente viene ricoverato per la fase di stabilizzazione) all’appartamento pre-dimissioni (in cui si sperimenta il livello di autonomia raggiunto), fino alla piscina (dove è possibile praticare esercizi per la rieducazione respiratoria, attività in apnea, allenamenti per attività agonistica e dove oggi l’associazione Come ginestre ha realizzato un’attività dimostrativa).

«L’Unità Spinale – ha quindi detto Poli aprendo la tavola rotonda di fine giornata – è una struttura che intende offrire assistenza, affetto, comprensione, a persone, in gran parte giovani, che a un certo punto della loro vita si troveranno seduti in carrozzina e sapranno che non si alzeranno più. In questa struttura si dà una speranza nuova a questi soggetti, perché si cerca di recuperare tutte le funzioni possibili in relazione alle condizioni della persona». È stato quello anche il momento dei ringraziamenti: agli operatori di Seriana2000 che non si sono risparmiati nel lavoro di preparazione, a Ikea Catania che ha offerto la cucina dell’appartamento pre-dimissioni, alla società Fumagalli che ha offerto la stanza dei bambini, alle ditte Piante Faro, Simeto Docks, Presidium, Medimed e Rivem, che hanno contribuito all’allestimento e all’inaugurazione dell’USU. Il dott. Poli ha poi spiegato come il Cannizzaro abbia attivato una collaborazione con l’ospedale Niguarda di Milano, dove si trova una delle Unità Spinali più avanzate d’Italia e dove il personale del Cannizzaro è stato per due mesi, in diversi periodi, per la fase di formazione. In merito è intervenuta la prof.ssa Tiziana Redaelli, primario responsabile dell’USU del Niguarda, presente oggi al Cannizzaro insieme con il direttore generale Pasquale Cannatelli e la caposala Noemi Ziglioli: «Abbiamo strutturato la formazione in due momenti, una prima parte teorica in cui gli operatori sono stati osservatori e una parte pratica in cui gli operatori sono invece entrati nella quotidianità e hanno lavorato con noi. Con oggi il nostro rapporto però non è finito: nostra intenzione è mantenere nel tempo questa collaborazione», ha auspicato la Redaelli. «Le Unità Spinali Unipolari sono la best practice, la migliore risposta, alla persona che subisce la lesione midollare: la letteratura ha dimostrato che con il ricovero in USU si riesce a contenere la durata del ricovero ma anche il numero delle complicanze e la mortalità dei pazienti. Il percorso comincia sin dalla fase post-traumatica e porta fin dentro all’Unità Spinale, la cui mission è proprio quella di farsi carico della persona mielolesa in regime di ricovero, ambulatoriale e di day hospital, attraverso un team multiprofessionale e multidisciplinare».

«L’Unità Spinale è la prova che anche a Catania tante cose a poco a poco si fanno e che esistono validi centri di eccellenza di cui essere fieri, mentre troppo spesso ricordiamo solo i casi di malasanità», ha affermato il sindaco Stancanelli, mentre l’on. Giuseppe Laccoto, presidente della Commissione Sanità all’Ars, ha dato atto alla direzione del Cannizzaro di avere impresso ««un’accelerazione a una struttura che non ha nulla da invidiare a quelle del Nord e che testimonia cosa vuol dire fare sanità oggi in Sicilia». «I fatti dicono più di ogni parola. Chi ha visitato questo centro ha percepito qual è la qualità, qual è l’investimento, qual è la funzione. È un centro di eccellenza capace di dare risposte a tanti malati, a tante famiglie prima costrette purtroppo a migrare verso la Lombardia piuttosto che l’Emilia Romagna: è l’espressione della sanità del fare, che guarda esclusivamente alle esigenze della nostra comunità e si attiva per dare risposte puntuali», ha affermato l’assessore Russo, sottolineando in particolare la sinergia con il Niguarda: «È il segno dell’Unità dell’Italia, di un sistema sanitario che ambisce ad essere unico perché questo migliora le risposte di tutti. Ed è bello avere l’immagine di questi due centri di eccellenza dislocati agli antipodi del Paese».

Dopo avere espresso le congratulazioni al management del Cannizzaro, il presidente Lombardo ha sottolineato come, con l’Unità Spinale, «Catania va allargando la rete di grandi e moderni ospedali». «Negli ultimi tre anni, da quando questo governo si è insediato, si sono fatte cose veramente importanti e notevoli, nel contesto del rispetto del piano di rientro. L’Unità d’Italia la stiamo realizzando – ha concluso il governatore – non perché qualcuno ci regali gli ospedali o ci dia qualche euro in più, ma perché quello che abbiamo e che ci spetta lo investiamo bene colmando il vergognoso divario che qualche anno fa ci allontanava dal resto del Paese». Scattano gli applausi, finiscono i discorsi. Da domani all’Unità Spinale saranno trattati i primi pazienti.

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