Cardiologia, innovativo intervento per la fibrillazione atriale

Un innovativo intervento cardiologico di crioablazione in due pazienti affetti da fibrillazione atriale è stato eseguito per la prima volta presso il laboratorio di Elettrofisiologia della Cardiologia dell’Azienda ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro di Catania.

Gruppo della Cardiologia dell'ospedale Cannizzaro

Gruppo della Cardiologia dell’ospedale Cannizzaro

La fibrillazione atriale è l’aritmia di più frequente riscontro nella popolazione generale. Può comparire improvvisamente anche in soggetti a cuore sano e impedisce un’efficace contrazione delle cavità atriali, ripercuotendosi sulla funzionalità dei ventricoli e sul flusso sanguigno. Il rischio maggiore di questa artitmia è rappresentato dalla formazione di trombi all’interno del cuore, che possono staccarsi e andare in circolo, provocando embolie. Nella maggior parte dei casi, la fibrillazione atriale è trattabile con farmaci antiaritmici, ma in diverse situazioni è necessario ricorrere all’ablazione con cateteri.

«La crioablazione – spiega il dott. Francesco Amico, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia del Cannizzaro – si effettua con un particolare catetere a palloncino posizionato all’interno del cuore che interrompe i circuiti elettrici che causano l’aritmia. In dettaglio, all’interno del catetere posto a contatto con lo sbocco delle quattro vene polmonari nell’atrio sinistro, viene iniettato azoto gassoso che raffredda il palloncino fino ad una temperatura compresa tra i -40° e i -50° per un tempo di circa 4 minuti, causando una lesione da freddo e il conseguente isolamento elettrico delle vene polmonari».

Nelle forme ricorrenti di fibrillazione atriale, questa tecnica si affianca all’ablazione con cateteri a radiofrequenza con risultati sovrapponibili a lungo termine ma con tempi di esecuzione più contenuti e con una sedazione del paziente meno profonda.

Con le procedure di crioablazione eseguite di recente, il centro cardiologico del Cannizzaro amplia la gamma delle prestazioni interventistiche di alta specializzazione già praticate. Le procedure sono state effettuati dagli elettrofisiologi dott. Francesco Liberti e dott. Marco Lisi, coadiuvati dal gruppo infermieristico della cardiologia interventistica.

   

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