Nuove tecnologie per i tumori ginecologici

Nell’UOC di Ginecologia ed Ostetricia diretta dal prof. Paolo Scollo

Presso l’UOC di Ginecologia ed Ostetricia dell’Azienda Ospedaliera “Cannizzaro” di Catania, diretta dal prof. Paolo Scollo, da anni riconosciuta come “Centro di riferimento regionale per l’oncologia ginecologica” (GURS n° 53 del 14/12/2012), è oggi possibile eseguire la ricerca del linfonodo sentinella nei tumori ginecologici grazie alla dotazione di strumentazione di ultima generazione.

Questa garantisce la possibilità, sia con tecnica mininvasiva che con procedura tradizionale laparotomica, di studiare il percorso linfatico e le stazioni linfonodali di drenaggio di un organo ammalato di cancro (in particolare per i tumori della vulva, della cervice uterina, del corpo uterino e con alcune limitazioni per il tumore ovarico).

Il prof. Paolo Scollo direttore della Ginecologia e Ostetricia dell'Ospedale Cannizzaro
Il prof. Paolo Scollo direttore della Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Cannizzaro

La possibilità di utilizzare strumentario dedicato con telecamere e fonti di luce a fluorescenza per la visualizzazione di coloranti vitali, come il verde indocianina, permette di trattare queste neoplasie secondo standard internazionali ed in particolare con vantaggi in termini di maggiore precisione diagnostica e minore invasività. È infatti ampiamente noto dalla tecnica in uso ormai da anni del trattamento della neoplasia mammaria come i vantaggi in termini di minore complicanze (stasi linfatica, linfoceli, etc.) siano a vantaggio della asportazione mirata di singoli linfonodi, piuttosto che dalla asportazione delle intere stazioni linfonodali di tutto il territorio di drenaggio di quell’organo. Lo studio e la conoscenza della modalità di diffusione della malattia neoplastica linfotropa ha fatto comprendere quali siano le vie di diffusione delle cellule neoplastiche e in quale sequenza, e ha chiarito come nella maggior parte dei tumori l’asportazione linfonodale ha solo un valore prognostico e di guida della terapia adiuvante successiva (radio o chemioterapia) più che terapeutica di per sé.

Per tale motivo, aver messo a punto una tecnica che consenta di asportare selettivamente la prima stazione linfonodale consente di avere l’informazione necessaria con il minimo esito possibile in termini di complicanze legate alla ampia asportazione delle più numerose stazioni linfonodali territoriali. Questa possibilità tecnica è oggi raggiunta grazie alla tecnologia di cui si è dotata l’Azienda Ospedaliera Cannizzaro, guidata dal dott. Salvatore Giuffrida, con ovvie ripercussioni favorevoli in termini di diagnosi e cura delle neoplasie ginecologiche e con prospettive future di ulteriori applicazioni e miglioramenti. Tale tecnologia consente, infatti, anche di valutare la vascolarizzazione degli organi interessati dalla neoplasia: questi, a certe condizioni, possono essere asportati solo settorialmente per curare la malattia e quindi risparmiati nella loro funzione; per esempio, nel caso di tumore della cervice uterina trattato con asportazione limitata al collo dell’utero (trachelectomia) o tumori del colon dove viene eseguita una anastomosi tra sezioni di colon sane dopo asportazione della parte malata. Una possibilità di cura in linea con le attuali indicazioni internazionali, dunque, che consente di ottenere trattamenti adeguati senza ricorrere a servizi fuori regione e quindi affrontare un sacrificio organizzativo ed economico notevolmente maggiore.

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