Nuovo radiofarmaco per la diagnosi dei tumori neuroendocrini

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Si amplia la gamma di radiofarmaci, utilizzati nella diagnosi e nello studio dei tumori, prodotti nel servizio di Medicina nucleare dell’ospedale Cannizzaro: da qualche settimana il centro catanese è infatti l’unico nel Sud Italia a sintetizzare il Gallio-Dotatoc, innovativo radiofarmaco specifico per i tumori neuroendocrini, neoplasie difficili da diagnosticare e anche per questo motivo considerate a bassa incidenza, nonostante il costante incremento del numero di nuovi casi negli ultimi decenni.

Controllo qualità radiofarmaci

Il controllo qualità nei laboratori della Medicina Nucleare – Centro Pet

L’impiego clinico del nuovo tracciante si basa sulla caratteristica che hanno la maggior parte dei tumori neuroendocrini di esprimere sulla propria superficie un elevato numero di recettori per la somatostatina: documentare la presenza di tali recettori diventa quindi fondamentale ai fini della scelta terapeutica. Questa possibilità è consentita proprio dal Gallio-Dotatoc, in quanto costituito da una componente analoga alla somatostatina (Dotatoc) e da una parte radioattiva che permette di evidenziare la presenza del recettore in vivo. Utile nella stadiazione, nella valutazione della risposta alla terapia e nella definizione dei campi di trattamento in radioterapia, nonché ai fini di una migliore programmazione della terapia radio metabolica, l’esame tramite Gallio-Dodatoc consente di valutare la presenza di lesioni sino a 5mm, cosa impensabile con le metodiche convenzionali attuali il cui limite è di circa di 1cm.

Con questo nuovo tracciante il centro di Medicina Nucleare/Pet dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro raggiunge un ulteriore traguardo nella diagnosi delle patologie oncologiche, che va ad aggiungersi a quelli già in uso: lo “zucchero radioattivo” FDG (fluoro-desossi-glucosio), che copre l’80% di tali patologie; la carbo-colina, prodotta da meno di 10 centri in tutta Italia, specifica per lo studio dei tumori prostatici e degli epatocarcinomi; la carbo-metionina, prodotta da 4 centri in Italia, impiegata nello studio dei tumori encefalici.

«La sfida – spiega il dott. Massimo Ippolito, direttore del Centro di Medicina Nucleare/Pet – è quella di utilizzare radiofarmaci specifici per ogni tipo di malattia oncologica, per poterne studiare il metabolismo e personalizzare le cure su ciascun singolo paziente. Studi recenti dimostrano che il metabolismo dei tumori varia per ogni singola patologia e può inoltre modificarsi nel tempo per uno stesso paziente. Questo potrebbe chiarire “in vivo” il principio della farmacoresistenza, cioè la capacità dei tumori di modificare nel tempo la loro sensibilità alla terapia, inizialmente efficace».

Per raggiungere questi obiettivi è necessaria una stretta collaborazione tra molteplici professionalità. Fondamentale, quindi, è la multidisciplinarietà, ovverosia l’interazione tra chirurghi, oncologi, radioterapisti, radiologi e medici nucleari che insieme trovano soluzioni dedicate alle singole patologie oncologiche e per i singoli pazienti, e nell’Azienda ospedaliera Cannizzaro ormai da tempo si sperimenta questa virtuosa collaborazione interdisciplinare.
Altra parola chiave è la multimodalità, e cioè la fusione di immagini provenienti da macchine diverse, con l’obiettivo di una migliore definizione morfologica e metabolica della malattia. A tal fine, nell’ospedale Cannizzaro sono in funzione tecnologie avanzate quali Tac, Mammografo, Pet/Ciclotrone 4D, Risonanza Magnetica 3 tesla (unica in Sicilia) e due acceleratori lineari in grado di eseguire trattamenti conformazionali, volumetrici (Imrt, Vmat) e stereotassici per radioterapia. Tutto ciò a vantaggio dei pazienti che beneficiano di trattamenti radioterapici “tailored”, ovvero cuciti su misura, in base alle caratteristiche metaboliche della malattia tumorale.

Dal 2006 ad oggi, il reparto di Medicina Nucleare dell’Azienda Cannizzaro (tel 095 726 3002 / 3003) ha eseguito oltre 25mila prestazioni Pet/Tc, e nel solo 2012 ha oltre 4000 prestazioni PET/CT e ha fornito oltre 2000 dosi di Fdg ad altri centri pubblici della regione. Servizi che consentono al sistema sanitario regionale un doppio vantaggio: riduzione della mobilità passiva dei pazienti oncologici, non più costretti a ricorrere a strutture del Centro-Nord, e potenziamento dei servizi di medicina nucleare territoriali, i quali beneficiano della rapida disponibilità del radiofarmaco che altrimenti sarebbe fornito da aziende esterne alla regione.

   

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