Più vicina la nascita del centro clinico di protonterapia

Si avvicina la nascita del primo centro del Sud Italia per la protonterapia, radioterapia “intelligente” basata sull’uso di protoni, che sorgerà nell’ospedale Cannizzaro di Catania con un investimento di oltre 112 milioni di euro, grazie a una partnership pubblico-privato.

Dopo gli incontri con la Commissione europea a Bruxelles, unitamente al Ministero dello Sviluppo economico e al Dipartimento Programmazione della Regione Siciliana, il progetto, inserito tra i “Grandi Progetti” del PO FESR Sicilia 2007-2013, ha ottenuto il parere favorevole di tutte le Direzioni della Commissione europea: l’Azienda ospedaliera Cannizzaro attende quindi il via libera definitivo da Bruxelles. Inoltre, nella riprogrammazione dei fondi Ue che il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta ha concordato nei giorni scorsi con il Ministero della Coesione territoriale, quello del Cannizzaro è stato confermato fra i tre “Grandi Progetti” del PO FESR Sicilia 2007-2013 che vengono salvaguardati.

Il bando europeo era stato pubblicato nel maggio scorso sulle Gazzette ufficiali della Comunità economica europea, della Repubblica Italiana e della Regione Siciliana, e di recente si sono concluse le audizioni con i tre raggruppamenti di imprese comprendenti aziende nazionali, europee e americane, ammessi alla procedura di “dialogo competitivo per la progettazione, realizzazione, forniture e gestione” del centro. Poiché tra progettazione e realizzazione non potranno trascorrere più di 36 mesi, l’opera potrà essere ultimata entro il 2015.

Parte dell'area su cui sorgerà il Centro clinico di protonterapia
Parte dell’area su cui sorgerà il Centro clinico di protonterapia

L’importo complessivo previsto, pari a 112.200.000 euro, è coperto per la maggior parte dal Programma operativo FESR Sicilia 2007-2013 (29 milioni di euro, pari al 26%) e dal soggetto privato aggiudicatario della gara (32 milioni, pari al 28,5%), nonché da altri fondi nazionali (37 milioni, ovvero il 33%) e regionali (10 milioni, circa il 9%); poco più di 4 milioni (3,5%) saranno a carico della stessa Azienda ospedaliera. L’investimento è suddiviso tra impianti e macchinari (76 milioni), lavori (32 milioni), pianificazione, imposte e vari oneri (4 milioni). Il privato costituirà, tramite un accordo ventennale, un partenariato pubblico-privato con l’Azienda Cannizzaro, la quale manterrà la direzione sanitaria del centro.

La protonterapia o adroterapia è indicata per patologie oncologiche altrimenti non trattabili, perché capace di colpire solo i tessuti malati usando fasci di protoni che possono essere indirizzati con eccezionale precisione su bersagli di piccole dimensioni. Si tratta di un’innovativa tecnica adatta in particolare al trattamento di tumori vicini a organi critici da non irradiare (come il nervo ottico per l’occhio, il cervello, la spina dorsale, il polmone) e di tumori pediatrici (perché risparmiando i tessuti sani non pregiudica il normale accrescimento di altri organi del bambino). Quella prevista al Cannizzaro è la prima struttura del genere nel Mezzogiorno (l’unica finora attiva a livello nazionale si trova a Pavia) e, secondo le stime, accoglierà circa 1.620 pazienti l’anno provenienti dall’intero Sud Italia, risparmiando ai malati costosi “viaggi della speranza” verso il Nord e migliorando in definitiva la qualità della vita di migliaia di pazienti oncologici.

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