Presentato l’esoscheletro, ausilio per i mielolesi

La presentazione dell'esoscheletro all'Unità Spinale
La presentazione dell’esoscheletro all’Unità Spinale

Una delle tecnologie più recenti nel recupero dei soggetti con lesioni midollari è stata presentata nell’Unità Spinale Unipolare dell’ospedale Cannizzaro a pazienti, medici, fisioterapisti e operatori della riabilitazione: si tratta dell’esoscheletro, tutore robotizzato che consente la deambulazione di persone con deficit motori agli arti inferiori.

Vero e proprio scheletro artificiale indossabile, l’Ekso (così si chiama) consente al paraplegico, con una lesione midollare anche alta, di tenere la posizione eretta e di spostarsi secondo uno schema di cammino molto simile a quello fisiologico, utilizzando gli arti superiori per riequilibrarsi.

Messo a punto in ambito militare negli Stati Uniti una diecina di anni fa, l’esoscheletro è oggi un valido strumento per la riabilitazione: può facilitare tramite un esercizio specifico il recupero del cammino in fase post-acuta nelle persone con lesione del sistema nervoso centrale e conseguente limitazione funzionale agli arti inferiori e può avere un’azione sostitutiva della funzione nelle persone con grave e permanente menomazione motoria. Nei pazienti incompleti o emiplegici, l’Ekso percepisce la forza residua dell’arto e la compensa dinamicamente.

Tra i benefici dell’uso a fini riabilitativi, oltre a quelli psicologici, ci sono la riduzione della spasticità, la diminuzione dei tempi di degenza, la riduzione del dolore neuropatico, benefici circolatori e respiratori. Diversi pazienti dell’Unità Spinale hanno potuto provare l’Ekso, ancora poco diffuso (un centinaio gli esemplari nel mondo), anche perché non a carico del sistema sanitario pubblico.

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