Protonterapia, interrogazione al ministro Lorenzin

Il caso del mancato avvio di un centro di Protonterapia in città è stato portato all’attenzione del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, con un’interrogazione depositata dal parlamentare catanese del Partito Democratico Giuseppe Berretta.

«Si tratta di una vicenda fondamentale per la tutela della salute dei cittadini siciliani e dell’intero Meridione, visto che il centro di Protonterapia di Catania sarebbe stato uno dei tre previsti in tutta Italia, insieme a Pavia e Trento» sottolinea Berretta, che nell’interrogazione ripercorre le fasi del programma. «Nel 2003 l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha promosso l’avvio di un programma per la realizzazione di centri di Protonterapia, terapia oncologica innovativa che interviene in modo mirato sulle cellule tumorali, senza incidere negativamente sui tessuti sani – scrive il deputato nazionale del Pd – La sezione catanese dell’INFN in collaborazione con il Policlinico di Catania ha intrapreso in via sperimentale trattamenti per la cura di neoplasie, in particolare oculistiche, i cui risultati di guarigione si attestano circa al 95 per cento dei pazienti trattati». «Nel 2010 il Piano oncologico nazionale ha previsto l’utilizzo di tale terapia per la cura delle neoplasie e individuato la provincia di Catania quale area dove collocare uno dei centri nazionali e nel 2011 il progetto è entrato a far parte della strategia regionale per l’innovazione ed inserito nei ‘grandi progetti’ del PO FESR 2007/2013 per un importo di oltre 112 milioni di euro, il cui soggetto beneficiario era l’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania».

L’investimento era coperto per il 25 per cento da fondi del PO FESR, per il 28 per cento da risorse private, per il 32 per cento dal cofinanziamento dello Stato (circa 34 milioni di euro) e per il 9 per cento della Regione siciliana. «A maggio del 2012 il Cannizzaro ha indetto una gara per la progettazione, costruzione e gestione di un centro per l’erogazione della Protonterapia-Adroterapia – ricorda ancora Berretta – ma alla gara hanno partecipato tre raggruppamenti temporanei di impresa che alla fine della procedura non hanno presentato alcuna offerta finale e, pertanto, la gara è stata dichiarata deserta». «Una situazione di stallo per la realizzazione di un centro che avrebbe comportato innumerevoli vantaggi: la possibilità di curare in Sicilia patologie tumorali con una terapia di assoluta avanguardia ridurrebbe infatti il ricorso alle cure fuori Regione, ed anzi costituirebbe un’attrattiva verso potenziali pazienti provenienti da altre Regioni del Sud» prosegue Berretta, sottolineando inoltre come «la sperimentazione promossa dalla sezione catanese dell’INFN ha costruito e consolidato professionalità nell’ambito di tale tipologia di cure».

Per questo, il parlamentare etneo chiede al ministro Lorenzin di intervenire “per la realizzazione di questa fondamentale infrastruttura che contribuirebbe alla tutela della salute dei cittadini siciliani e del Meridione d’Italia».

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