Salute e prevenzione, ecco i “Piani” della Regione

La giornata dedicata ai Piani Regionali di Prevenzione
La giornata dedicata ai Piani Regionali di Prevenzione

Prevenire malattie e traumi attraverso la promozione di corretti stili di vita e comportamenti. È un principio che in Sicilia si concretizza nei “Piani aziendali della prevenzione”, presentati a Catania nell’ambito di un workshop organizzato dall’Assessorato alla Sanità Regionale alla Salute, Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, e dall’ASP di Catania.

I dati di partenza non sono confortanti. Se è vero che i siciliani, rispetto al resto dei connazionali, praticano poca attività fisica, sono più obesi, evitano spesso di indossare le cinture di sicurezza in automobile, si vaccinano meno contro l’influenza specie se anziani, è però anche vero che emergono alcuni segnali positivi, come quello sul numero dei bambini obesi delle terze elementari che è in calo del 4%. E allora, in aderenza alle evidenze scientifiche, la Regione Siciliana ha messo in campo il Piano di Prevenzione, definito dal decreto assessoriale 351/2016, che stabilisce macro-obiettivi da raggiungere entro il 2018. Alla presenza del Dirigente Generale del DASOE Ignazio Tozzo, del presidente dell’Ordine dei Medici Massimo Buscema, di Francesco Santocono consulente per la sanità del sindaco Enzo Bianco, di Giuseppe Di Giacomo presidente della commissione regionale Sanità e del rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro, sono state illustrate le direzioni di ciascun ambito.

Destinatari delle proposte sono soprattutto i giovani e giovanissimi: per rimettere al giusto posto l’importanza della dieta mediterranea e ridurre le percentuali di persone in sovrappeso o obesi che incidono sulla spesa sanitaria per 23 miliardi l’anno solo per le spese dirette; ridurre l’uso di sostanze, evitare atti di bullismo e contrastare le patologie legale al gioco d’azzardo; abbassare il numero degli incidenti stradali mortali dovuti al precoce consumo di alcool. E – con riferimento ai genitori – aumentare le percentuali di vaccinazioni per morbillo e rosolia. «In Italia la copertura per queste due malattie è dell’85%, un valore alto ma insufficiente – sottolinea Mario Cuccia, direttore Servizio Epidemiologia Asp Catania – visto che il morbillo è molto contagioso. E tanto più è contagiosa una patologia, più ha bisogno di coperture elevate. Va scongiurata una prossima significativa epidemia di morbillo con caratteristiche diverse dal passato e con un numero di casi non trascurabile». «L’obiettivo – rafforza Giuseppe Giammanco, Direttore Generale Asp Catania – è quello che l’uomo cresca, si mantenga in buona salute e sviluppi al meglio le sue potenzialità. E chi può essere l’interlocutore migliore se non i ragazzi che vivranno il futuro della nostra società? È un investimento che va fatto e stiamo facendo. Ma c’è anche un’ampia finestra dedicata al mondo del lavoro perché questo sia sempre un’opportunità e non un rischio».

Ma un obiettivo è anche quello di ritardare l’insorgenza delle malattie cronico-degnerative. «Un aspetto non secondario – ha dichiarato Salvatore Requirez, Coordinatore del Piano della Prevenzione in Sicilia a margine del workshop organizzato dall’Assessorato regionale alla Sanità e dall’Asp di Catania – se si pensa che le malattie croniche (cardiovascolari, polmonari o tumorali in genere) sono quelle che si appropriano, consumandole, del 75% delle risorse del sistema sanitario pubblico destinato all’assistenza ospedaliera e ambulatoriale. L’obiettivo è quello di intervenire sulla prevenzione di patologie i cui fattori di rischio sono il fumo, l’alimentazione, la ridotta attività fisica, l’abuso di sostanze. Cinque punti che ormai, con evidenza scientifica assodata da parecchi anni, costituiscono fattori rimovibili che hanno maggiore efficacia una volta contrastati. Il rispetto della salute è il futuro della sanità moderna». Accanto ai giovani va tutelata la salute dei più grandi tramite gli screening che consentono ottimi risultati a fronte di esami non invasivi. «Ci sono alcuni tumori che hanno una finestra terapeutica significativa: mammella, collo dell’utero e colon. Una diagnosi precoce – sottolinea Giovanni Magrì, dirigente di 2° livello Asp Catania – è funzionale alla guarigione della malattia. In più può essere utilizzata una metodica semplice, non invasiva e che ha una significativa riduzione della mortalità».

Ma cosa si prevede per la prevenzione dei traumi? Per contrastare gli incidenti stradali, l’Asp di Catania su disposizioni del Dipartimento Regionale alla Salute, ha coinvolto, con una formazione specifica, gli istruttori delle scuole guida in quanto fulcri importanti grazie al rapporto che hanno con i ragazzi che si apprestano a prendere la patente. In campo anche il progetto regionale “Rischi di caduta dall’alto e sicurezza nei lavori sulle coperture” e l’avvio del Centro Regionale per la Sicurezza nei lavori in Quota (CERSIQUO), per la prevenzione di infortuni, in particolare quelli per cadute dall’alto.

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