Soccorsi nelle calamità, a Catania incontro internazionale

Non esiste in Europa paese maggiormente colpito da ogni tipo di catastrofe naturale: terremoti, tornado, valanghe, frane e inondazioni – fenomeni spesso correlati – che negli ultimi cinquant’anni hanno provocato 2007 morti, 87 dispersi, 2578 feriti e 423.728 sfollati in Italia. Si tratta di calamità naturali, molte non prevedibili, a cui si aggiungono gli eventi provocati dalla mano dell’uomo, come accaduto nei recenti attentati di Parigi, ma che, per ragioni diverse, la Sicilia conosce altrettanto bene. Non solo le bombe e i proiettili dei terroristi, ma anche gli incidenti stradali rientrano tra gli high risk mass accidents: secondo una stima dell’ISTAT, sono oltre 182.000 gli incidenti stradali che coinvolgono persone, 3.400 i morti e 259.000 i feriti all’anno (2014), circa 9 morti e 700 feriti al giorno, per 365 giorni all’anno. Inoltre, nella notte del 31 Dicembre, il bollettino dei feriti da fuochi d’artificio e botti di capodanno in Italia compete con i numeri da zona di guerra: 251 nel 2015, 361 nel 2014 in un solo giorno. Per non parlare delle previsioni catastrofiche in caso di terremoti ed eruzioni di cui la Sicilia è a continuo rischio, Catania in particolare, per la presenza di Iddu, il vulcano attivo più grande d’Europa che anche in questi giorni si sta facendo sentire.

Per questi motivi, il 12 dicembre Catania diventa protagonista di un meeting internazionale sugli eventi ad alto rischio: High risk mass accidents: how damage control is managed, voluto e organizzato da Gianfranco Longo, Direttore dell’Unità Operativa di Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro (CT), uno dei quattro HUB TRAUMA della Sicilia, centri specializzati per l’accoglienza e gestione dei politraumatismi, e realizzato con il supporto di Smith&Nephew, azienda leader nei medical device per il trauma, la ricostruzione ortopedica, la cura delle ferite. «Lo Stato ha il compito di prevenire che tali eventi accadano, compito di noi medici è gestire i soccorsi e le risorse » sottolinea l’esperto che per la natura del suo lavoro è molto sensibile ai problemi sociali. «Le aziende, invece, hanno il compito di facilitare e supportare tutti gli operatori sanitari coinvolti nella grande complessità della gestione delle emergenze, medici ma anche infermieri» conclude Alessandro Banfi, amministratore delegato di Smith&Nephew Italia.

Attivazione di intervento emergenza-urgenza

Dice Angelo Pellicanò, direttore generale dell’Azienda ospedaliera per l’emergenza “Cannizzaro” di Catania: «L’ospedale Cannizzaro può considerarsi sede naturale di eventi scientifici riguardanti i soccorsi in caso di calamità, in quanto Azienda di riferimento regionale per l’emergenza-urgenza, sede della Centrale Operativa 118 del bacino Catania-Ragusa-Siracusa e presidio dotato di strutture di alta specializzazione per un vasto bacino di utenza, anche pluriregionale.» Su questi temi, gli specialisti in traumatologia si incontrano e discutono di gestione di eventi che coinvolgono grandi numeri di persone partendo dall’esperienza del terremoto di Haiti nel 2010 e della bomba esplosa nel 2013 alla maratona di Boston.  «Già un anno fa abbiamo iniziato a pensare all’esigenza di un meeting che mettesse a confronto le esperienze di professionisti italiani e internazionali, in particolare dell’area del Mediterraneo, per riflettere sulla gestione delle grandi calamità. Non sapevamo che ci saremmo trovati a discuterne a pochi giorni dai fatidici giorni di Parigi» spiega Gianfranco Longo. «Questa iniziativa vuole affrontare con tavoli tecnici un problema che è sentito a livello nazionale. Per capire il fenomeno e creare la discussione, nella prima fase del congresso abbiamo invitato rappresentanti di varie aree come la protezione civile, l’esercito, il 118; nella seconda fase del congresso confronteremo le esperienze sia nazionali che internazionali, nella gestione del politrauma, con particolare riferimento al ruolo dell’ortopedico sia in termini di salvaguardia della vita del paziente che della sua funzionalità al fine di reintegralo nella normale attività lavorativa e sociale. »

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