«Trattare l’epatite C con i nuovi farmaci»

Il dott. Carmelo Iacobello

L’UOC di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro è centro hub per la prescrizione e la distribuzione dei farmaci antivirali diretti per il trattamento dell’epatite C, patologia che ha visto una vera rivoluzione a seguito dell’introduzione di molecole di nuova generazione. Sulla questione, il neodirettore dell’UOC Carmelo Iacobello fornisce utili chiarimenti: «I nuovi farmaci – spiega il primario – hanno un’azione diretta antivirale, cioè funzionano sul virus impedendone la replicazione, e vengono utilizzati in cocktail. Rispetto alle precedenti, le molecole di recente introduzione permettono di fare a meno dell’interferone, per lungo tempo unica terapia disponibile utilizzata in associazione con ribavirina».

Qual dunque è il vantaggio dei nuovi farmaci?
«Le terapie con interferone sono caratterizzate da basse percentuali di guarigione e una frequente intolleranza per effetti avversi. Le nuove terapie garantiscono una guarigione nei pazienti di varia gravità variabile tra l’80 e il 95% dei casi. Sono dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale e vengono distribuiti dai centri autorizzati».

È un trattamento possibile per tutti i pazienti con epatite C?
«A causa dell’elevato costo dei farmaci, il ministero della Salute, di concerto con l’Agenzia italiana per il farmaco, ha stabilito di limitarne l’uso ai soggetti con epatite C più gravi, cioè con un grado di fibrosi superiore a una certa soglia, e l’eleggibilità del paziente passa attraverso il diretto controllo dell’Aifa. Ciò pone un problema etico. Rimangono infatti esclusi i soggetti con patologie meno severe e grado di fibrosi lieve o moderata, che però potrebbero in tempi anche brevi, in presenza di certe comorbidità, rapidamente peggiorare. Queste limitazioni di accesso alle cure espongono i pazienti ad un rischio di aggravamento e spingono molti pazienti a procurarsi i farmaci all’estero o sui siti on line con il rischio di acquistare farmaci non sicuri».

Quanto è diffusa l’epatite C?
«L’incidenza è sull’ordine del 2-3% della popolazione, ma una stima esatta è difficile poiché si tratta di una malattia silente, asintomatica, che molti malati apprendono di avere solo allorché si manifesta un quadro conclamato di cirrosi o tumori del fegato».

Come si può curare l’epatite C nell’ospedale Cannizzaro?
«L’Unità Operativa di Malattie Infettive ha un ambulatorio dedicato alle epatiti, che si avvale della professionalità di medici esperti. Per informazioni, si può chiamare il numero telefono 0957262013 da lunedì al sabato, dalle 10 alle 13».

   

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