Tumore prostatico, radioterapia in metà sedute

Al “Cannizzaro” innovativo sistema introdotto in collaborazione con l’Urologia

Nel trattamento del carcinoma della prostata, la Radioterapia dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania ha raggiunto un importante obiettivo ponendo le basi per un secondo step ancora più rilevante.

Da circa un anno, infatti, accanto al protocollo standard in cui la dose somministrata è suddivisa in 40 sedute, si sono selezionati pazienti idonei ad un protocollo ipofrazionato in sole 20 sedute, grazie a un innovativo sistema che evita la tossicità al retto secondaria al trattamento radiante. Al Cannizzaro, unico centro tra Sicilia e Calabria e tra i pochi in Italia, è stato adottato un sistema che distanzia il retto dall’organo bersaglio, la prostata, proteggendolo. La metodica consiste nell’iniettare un idrogel nello spazio compreso tra retto e prostata con lo scopo di allontanare temporaneamente, ma per tutta la durata della radioterapia, la parete anteriore del retto di almeno 1 cm dalla prostata. La manovra viene eseguita in regime di day service ed in semplice sedazione ed il gel viene inserito dall’urologo per via transcutanea transperineale, sotto guida ecografica. Nella stessa seduta, all’interno della ghiandola prostatica vengono posizionati dei reperi radiopachi che permettono al radioterapista di individuare e monitorare la posizione della prostata durante ogni seduta di radioterapia.

A sinistra, scansione RM con il contornamento della prostata e degli organi a rischio (vescica, retto e femori): in evidenza, il gel spaziatore che allontana il retto dalla prostata. A destra, immagine TC di centraggio

Ciò consente di utilizzare protocolli di radioterapia ipofrazionati, cioè alte dosi giornaliere di radiazioni in poche sedute, con maggiore precisione, massima sicurezza ed in assenza di tossicità rettale, con notevoli ed evidenti vantaggi per il paziente.

Il sistema, adottato su impulso propositivo del Direttore Generale, dott. Salvatore Giuffrida, è stato già utilizzato su 24 pazienti, 15 dei quali hanno concluso il trattamento; altri pazienti saranno a breve arruolati. I risultati ottenuti sono stati resi possibili grazie alla stretta e continua collaborazione fra le UOC di Radioterapia, diretta dal dott. Francesco Marletta, e di Urologia, diretta dal dr. Michele Pennisi, che si è avvalsa dell’elevata professionalità del dr. Pietro Pepe, urologo, e della dott.ssa Maria Tamburo, radioterapista.

Da sinistra, i dott. Marletta e Pennisi

Ulteriore obiettivo della collaborazione tra Urologia e Radioterapia del Cannizzaro è lo sviluppo, nel prossimo futuro, di una rete assistenziale finalizzata all’applicazione del trattamento radioterapico della neoplasia della prostata in modalità stereotassica e con un numero di sedute ancora più ridotto, fino a cinque, in accordo con le ultime evidenze scientifiche come avviene solo in pochi centri italiani. In tale quadro, sarà utile l’adozione di un specifico PDTA (Percorso diagnostico-terapeutico assistenziale) con il coinvolgimento delle strutture sanitarie di base.

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