Tumori del cavo orale, rischi e prevenzione

Rappresenta il 7% di tutte le neoplasie maligne negli uomini e l’1% nelle donne. Ogni anno, in Italia, ne vengono diagnosticati circa 6.000 nuovi casi, con una mortalità a 5 ann

Locandina AOOI 2017

Locandina AOOI 2017

i dalla diagnosi del 70% e un’incidenza dai 4 ai 12 nuovi casi per anno ogni 100.000 abitanti. Si tratta del tumore del cavo orale, patologia che l’associazione degli Otorinolaringoiatri ospedalieri (Aooi) ogni anno intende contrastare organizzando una campagna di prevenzione sul territorio nazionale che prevede la possibilità per gli utenti di sottoporsi a controlli gratuiti presso le strutture sanitarie aderenti, con uno screening di base cui può seguire eventualmente l’invio a visite più approfondite.

Quest’anno, la Giornata contro il tumore del cavo orale si è spostata da aprile a settembre e si è rafforzata grazie al successo delle due precedenti edizioni del 2015 e 2016. Proprio i dati raccolti in queste due giornate, secondo Aooi, testimoniano che il 33 per cento delle persone visitate è a rischio per questo genere di tumori a causa del fumo di sigaretta, il 16.4 per microtraumi delle mucose, il 12.3 per cattiva igiene orale, il 7.9 per una dieta povera di frutta e verdura, il 7.1 per alcolismo, il 6.6 per una eccessiva esposizione al sole, il 3.9 per il papilloma virus e il 3.5 per cento per l’eruzione cutanea Lichen ruber planus. Sono, questi, i fattori di rischio che accentuano la loro gravità tra i 50 e i 60 anni di età, nella quale si registra il picco di massima incidenza.

Tumefazioni ed escrescenze, lesioni bianche o rossastre e ferite che non si rimarginano spontaneamente possono essere la manifestazione di lesioni pre-tumorali o, peggio, tumorali. Anche in assenza di sintomi, visite otorinolaringoiatriche periodiche sono fortemente raccomandate a chi è esposto ai fattori di rischio.
La diagnosi precoce del carcinoma cavo orale (che comprende lingua, gengive, guance, pavimento ovvero la parte inferiore della bocca, palato e labbra) è semplice e non richiede metodi invasivi. Anzi, consentendo una chirurgia conservativa, evita trattamenti demolitivi con conseguenze invalidanti, riduce i costi di terapie e riabilitazione, aumenta fino all’80% la sopravvivenza libera da malattia e, in definitiva, migliora la qualità della vita.

Alla Giornata AOOI del 2017 hanno aderito in Sicilia, oltre all’Ospedale Cannizzaro di Catania (dott. Vincenzo Saita, dalle 9 alle 12 al padiglione Q), il Buccheri La Ferla e il Policlinico di Palermo, il Paternò Arezzo di Ragusa, l’Umberto I di Siracusa, il Sant’Antonio Abate di Trapani.

   

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