Tumori vertebrali distrutti per congelamento

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Crioablazione

Il dott. Manfré durante un intervento in sala Tac

È stata introdotta nell’ ospedale Cannizzaro la metodica della crioablazione per il trattamento dei tumori vertebrali, che consiste nella distruzione della massa tumorale per congelamento: mediante l’ introduzione Tac guidata di uno o più aghi collegati al generatore criostato, la temperatura dei tessuti viene portata a -40 gradi, con conseguente “ablazione” della lesione. Il primo intervento in Azienda è stato eseguito con successo nei giorni scorsi nell’ Unità operativa di Interventistica spinale mini -invasiva, su un paziente affetto da una lesione maligna in un corpo vertebrale, causa di violento dolore per infiltrazione dei nervi intercostali.
La crioablazione si basa sul principio per il quale il congelamento dei tessuti a temperature inferiori a -20 gradi C°, seguito da lento scongelamento, causa uno choc termico con conseguente morte cellulare ed è particolarmente indicata in quelle situazioni in cui il tumore si trovi vicino ad organi vitali (come, appunto, il midollo spinale) laddove la termoablazione esporrebbe il paziente al pericolo di gravi lesioni. Rispetto a questa, inoltre, la crioablazione offre il vantaggio per cui la “sfera di ghiaccio” è perfettamente visibile in tempo reale nelle immagini Tac, durante l’ effettuazione dell’ intervento stesso, rendendo possibile controllare in ogni istante il volume della distruzione tumorale ottenuto, permettendo quindi al chirurgo di interrompere la metodica una volta raggiunto l’ obiettivo prefissato e prima che altri organi possano essere coinvolti.

 

Intervento crioablazione

La vertebra interessata dal tumore prima, durante e dopo l’intervento di crioablazione

Ma i benefici della crioablazione non finiscono qui: «È possibile effettuare l’intervento in semplice anestesia loca le – spiega il dott. Luigi Manfrè, direttore dell’ Uos di Interventistica spinale mini -invasiva – poiché la tecnica è praticamente indolore: è lo stesso freddo generato dal ghiaccio a determinare un’ anestesia naturale dell’ area di intervento. Inoltre, non è necessaria alcuna incisione né punti di sutura, indipendentemente dal volume della massa tumorale: la metodica consiste, infatti, nell’ introduzione di aghi estremamente sottili e quindi ben tollerati anche dal paziente meno “collaborante”. Non dimentichiamo, infine, i tempi estremamente ridotti dell’ intervento, solitamente al di sotto di 60 minuti».

La crioablazione percutanea costituisce un metodo sicuro e affidabile nel trattamento locale dei tumori attivi metabolicamente, con l’ obiettivo di ottenere un’ evidente riduzione del volume della massa tumorale, aumentando significativamente la possibilità di efficacia della radio e chemioterapia nella guarigione dei pazienti con metastasi del sistema scheletrico.
   

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