L’ospedale Cannizzaro ha il suo “bollino rosa”

Il primo “bollino rosa” dell’ospedale Cannizzaro di Catania, assegnato ieri a Roma dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), colora ora l’ingresso del Dipartimento materno-infantile dell’Azienda.

Bollino rosa
La dott.ssa Francesca Catalano, direttore dell’Unità multidisciplinare di Senologia, mostra il “bollino rosa”

Il Cannizzaro è infatti tra le strutture sanitarie italiane che hanno ricevuto il riconoscimento per l’attenzione alla salute della donna, valido per il biennio 2014-2015. E, fra i numerosi servizi clinici premiati, tanti fanno parte del Dipartimento materno infantile diretto dal prof. Paolo Scollo: Ginecologia e Ostetricia, Neonatologia, Senologia, Oncologia medica, Medicina della riproduzione; gli altri servizi riconosciuti da Onda riguardano la diabetologia, la neurologia, le malattie dell’apparato cardiovascolare, la psichiatria, la reumatologia. È stata la dott.ssa Francesca Catalano, direttore dell’Unità multidisciplinare di Senologia, unica del genere in Sicilia, a ricevere la targa al termine della cerimonia svoltasi nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In Sicilia sono 12 gli ospedali con il “bollino rosa”, attribuito sulla base di diversi criteri di valutazione: presenza di specialità cliniche dedicate alle principali patologie di interesse femminile, appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici, nonché altri servizi aggiuntivi quali documentazione informativa multilingue, assistenza sociale, dieta personalizzata per particolari esigenze o motivi religiosi, servizi alberghieri convenzionati. «Il riconoscimento del bollino rosa – afferma il commissario straordinario dell’Azienda Cannizzaro, Paolo Cantaro – premia una parte dell’offerta sanitaria dell’ospedale, che si distingue per l’attenzione alla donna anche in altre aree. L’ingresso nella rete delle eccellenze della salute femminile deve quindi rappresentare il primo passo di un percorso di miglioramento continuo dei servizi, clinici e di supporto, nel rispetto dei principi fondamentali di parità ed equità delle cure».

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